“Vogliamo una CERtezza” è stato lo slogan della giornata di ieri a cui Mediatip ha partecipato al Parlamento Europeo in Piazza Venezia a Roma. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono uno strumento necessario per la sostenibilità, ma anche per risparmiare sulle bollette.

Rete Albatros, rete nazionale nata a supporto della Pubblica Amministrazione di cui Mediatip è socio fondatore e referente per la regione Emilia-Romagna, ha fortemente voluto questo incontro in collaborazione con il Parlamento Europeo Sede Italiana per far dialogare i deputati europei della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) e per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE), che rappresentano l’Italia, con gli interlocutori che operano nell’ambito della sostenibilità energetica in Italia e in Europa.

Ha aperto l’evento Carlo Corazza, direttore del Parlamento Europeo sede italiana: “L’Ue ha previsto che un terzo delle sue risorse siano per la transizione energetica, i soldi pubblici sono importanti ma non bastano. Siamo in ritardo, bisogna investire nelle infrastrutture”

Il presidente di Earth Academy e Rete Albatros, Fausto Faggioli ringraziando i presenti sottolinea:” Si è iniziato due anni fa a parlare di Cer e ci davano per sognatori. Oggi invece tanti comuni ci stanno pensando. Allora credo sia il momento giusto per cominciare a ragionare, il PNRR ci dà una grande opportunità”

È stato poi Andrea Prato, DG di Albatros, nel suo intervento a presentare la ricerca che ha coinvolto oltre 700 amministrazioni italiane, per dare un loro punto di vista sulle CER. È emerso che “Più del 97% ha dichiarato di aver risentito degli incrementi dei costi energetici” e la preoccupazione dei comuni è che tenderanno a salire ancora. Vogliono le Cer.

Una recente decisione del Governo è proprio quella di spostare 3 miliardi del Pnrr sull’efficientamento della Rete Elettrica Nazionale, questo, insieme all’approvazione del Decreto Italiano CER costituisce sicuramente un passo importante.

L’eurodeputata Lara Comi dice che il suo focus principale è il mercato interno: “I progetti green non sono fattibili nei tempi definiti dall’UE” e si concentra su due aspetti fondamentali, il primo è culturale: “La Lombardia ha realizzato molti più progetti green rispetto al sud che ha più risorse” il secondo è di matrice burocratica: “All’interno degli enti il problema è la burocrazia e chi scrive questi progetti. Possiamo mettere fondi ma quanti ne abbiamo spesi? Non c’è un mercato interno il costo del lavoro e la pressione fiscale in Italia sono diversi rispetto ad altri Paesi. Il primo interesse del centrodestra è la tutela del consumatore. Il tema è il prezzo dell’energia e serve ampliare l’offerta dell’energia rinnovabile: non solo sole e acqua”.

Gianluca Santilli dell’Osservatorio Bike Economy e tra i soci fondatori di Rete Albatros interviene dicendo: “Roma ha perso il treno Expo perché non siamo pronti a partecipare, è inutile” e a margine dell’intervento ci tiene a sottolineare: “Manca tragicamente la conoscenza del fenomeno, ecco perché il green washing impera e genera concorrenza sleale tra le imprese” per questo servirà la competenza a cui affidarsi.

Anche Ivan Stomeo di Fondazione Futurae conviene nel dire: “Dovevamo prima investire nelle infrastrutture a supporto, per poi chiedere ai Comuni di costituire delle Cer. Anche perché l’investimento in queste ha dimostrato anche valenza sociale”

È in dubbio, ora servono le competenze alla quale affidarsi senza perdere altro tempo. Sono tante riguardanti la sostenibilità e per questo serve una Rete per farle lavorare in sinergia e creare un sistema efficiente.